Scopriamo chi sono e cosa fare per avere a casa degli agrumi da medaglia d’oro
Gli agrumi comprendono molte specie e varietà coltivate oggi in tutto il mondo. Aranci, mandarini, pompelmi, cedri, lime: quello che chiamiamo “agrumi” è in realtà una famiglia vastissima.
Oggi conosciamo più di 2000 varietà di agrumi coltivate nel mondo. Per dare un’idea della loro diversità, basta pensare che centinaia di queste sono solo varietà di limone.
Eppure, tutta questa incredibile varietà ha un’origine sorprendentemente semplice. Dal punto di vista botanico e genetico, infatti, gli agrumi derivano da sole tre specie ancestrali: il cedro (Citrus medica), il mandarino (Citrus reticulata) e il pomelo (Citrus maxima). Queste specie originarie, diffuse in Asia sud-orientale, sono state incrociate naturalmente e poi dall’uomo nel corso dei secoli, dando origine alla maggior parte degli agrumi che conosciamo oggi.
Questo significa che molti degli agrumi che coltiviamo non sono vere specie botaniche, ma ibridi stabili, fissati nel tempo grazie alla propagazione vegetativa. Capire questo aspetto è fondamentale, perché ci aiuta a leggere gli agrumi non come piante isolate, ma come membri di una grande famiglia, strettamente imparentati tra loro.
PRINCIPI DI COLTIVAZIONE
ESPOSIZIONE – Gli agrumi trovano i loro climi ideali nelle zone tropicali, subtropicali e semitropicali caratterizzate da un clima caldo e umido. In Italia si trovano benissimo, come è noto, nel sud, ma anche nel centro e nord Italia al giorno d’oggi e con gli inverni attuali, possono vivere benissimo. Certo è che in inverno, con le nostre temperature, sarà necessario avere qualche accorgimento.
In generale, evitare:
- Zone a nord esposte alle gelate invernali (specialmente per alcune varietà sensibili come il lime)
- Zone a sud in pieno sole estivo.
- Zone troppo ventilate (specialmente per mandarini, clementine e aranci Tarocco)
IRRIGAZIONE – L’irrigazione è uno degli aspetti più importanti nella coltivazione degli agrumi, perché da essa dipendono direttamente la salute della pianta, la qualità dei frutti e la regolarità della produzione. Gli agrumi, infatti, hanno un fabbisogno idrico costante: l’acqua è indispensabile per sostenere la crescita vegetativa, la fioritura e l’ingrossamento dei frutti. Una carenza idrica prolungata può causare stress alla pianta, con conseguente caduta di fiori e frutti, rallentamento della crescita e foglie che si afflosciano o si arricciano.
Allo stesso tempo, però, gli agrumi sono particolarmente sensibili ai ristagni idrici. Il loro apparato radicale è composto in gran parte da radici superficiali e delicate, che necessitano di ossigeno per funzionare correttamente. Quando il terreno rimane costantemente saturo d’acqua, gli spazi d’aria nel suolo si riempiono e le radici non riescono più a respirare. In queste condizioni si indeboliscono rapidamente e diventano facilmente attaccabili da funghi e patogeni responsabili di marciumi radicali, che possono compromettere seriamente la pianta.
TERRENO – Gli agrumi sono tipiche piante che si coltivano abitualmente in vaso nel nord italia. Sono soprattutto i limoni che trovano questa allocazione, che permette facilmente un loro riparo invernale all’interno di serre o altre strutture. La cosa fondamentale da sapere è che gli agrumi sono piante acidofile (ph compreso tra 5,5 e 6,5), e amano un terriccio molto drenante per aiutare nel problema dei ristagni idrici.

NUTRIZIONE – UN ASPETTO CHIAVE PER AVERE SUCCESSO NEL RACCOLTO
Gli agrumi sono piante un po’ particolari e hanno esigenze differenti da altre fruttifere o dagli ortaggi, prima di tutto perché sono specie acidofile. Oltre ai classici elementi NPK (azoto, fosforo, potassio), di cui chiedono soprattutto azoto e potassio, è utile che abbiano una corretta quantità di calcio, utile nella formazione dei frutti.
Tra i microelementi, il ferro riveste un ruolo fondamentale nella coltivazione degli agrumi. Anche se la pianta ne richiede quantità ridotte, il ferro è indispensabile per la produzione della clorofilla e quindi per la fotosintesi. Quando questo elemento manca, soprattutto in terreni calcarei o con pH elevato, compare la clorosi ferrica: le foglie ingialliscono mentre le nervature restano verdi. In molti casi il ferro è presente nel suolo, ma non è facilmente assorbibile dalla pianta, rendendo necessaria una concimazione mirata con forme di ferro più disponibili (CHELATO DI FERRO).
Nella coltivazione degli agrumi in vaso è molto utile alternare concimazioni granulari e liquide perché la pianta ha bisogno di nutrirsi in modo continuo, un po’ come succede per noi con il cibo e l’acqua. Nel vaso, infatti, la quantità di terra è limitata e le sostanze nutritive si consumano in fretta, quindi è importante reintegrarle nel modo giusto.
I concimi granulari funzionano come un pasto completo: una volta messi nel terriccio, rilasciano lentamente i nutrienti nel tempo. A ogni annaffiatura, la pianta assorbe piccole quantità di “cibo”, che le permettono di crescere in modo regolare e senza sbalzi. Questo tipo di concimazione serve a dare una base nutritiva stabile e duratura.
I concimi liquidi, invece, sono come bere acqua con sali minerali. Agiscono più velocemente e aiutano la pianta nei momenti in cui ha più bisogno di energia, come durante la fioritura, la crescita dei frutti o quando mostra segni di stanchezza o carenze. Sono utili anche per intervenire rapidamente se la pianta non sta bene.
Usare concimi granulari e liquidi in alternanza significa quindi nutrire la pianta in modo equilibrato: il concime granulare garantisce il nutrimento nel tempo, quello liquido dà un aiuto immediato quando serve. Così l’agrume non resta mai “a digiuno”, ma nemmeno viene sovraccaricato.

CONSIGLI UTILI
Sapevi che esistono più di 2500 varietà di agrumi? Centinaia e centinaia di queste sono solo specie di limoni
Eppure tutte queste varietà hanno un’origine comune piuttosto semplice: sono tutti incroci di tre specie originarie, dette ancestrali: pomelo, mandarino e cedro.
Questo permette di pensare a loro come un’unica grande famiglia, con caratteristiche simili di esposizione, irrigazione e nutrizione.
La nutrizione in particolare è un aspetto vitale nella loro coltivazione.
In particolare, se sono coltivati in vaso, è molto utile alternare concimazioni granulari e liquide.
Dobbiamo pensare al granulare come al pasto completo: una volta messi nel terriccio, rilasciano lentamente i nutrienti nel tempo. A ogni annaffiatura, la pianta assorbe piccole quantità di “cibo”, che le permettono di crescere in modo regolare e senza sbalzi.
I concimi liquidi, invece, sono come bere acqua con sali minerali. Agiscono più velocemente e aiutano la pianta nei momenti in cui ha più bisogno di energia, come durante la fioritura.
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